Com'erano fatte le canne nei vecchi stabili
Nelle case di ringhiera di quartieri come l'Isola, Porta Genova o Niguarda, e nei palazzi di inizio Novecento, le canne fumarie sono quasi sempre ricavate nello spessore dei muri, in mattoni o con elementi in cotto. Servivano stufe a legna e carbone, cucine economiche, a volte caldaie a gasolio. Dopo decenni di uso e di abbandono si trovano spesso:
- sezioni irregolari, con restringimenti e deviazioni non documentate;
- intonaco interno sgretolato e mattoni che si sfaldano;
- canne collegate tra loro o condivise tra più appartamenti;
- canne tappate ai piani, o addirittura demolite in parte durante ristrutturazioni.
Prima di tutto: guardarci dentro
In uno stabile storico nessuno può dirti a occhio se una canna è utilizzabile. Lo strumento giusto è la videoispezione: una telecamera scende lungo la canna e mostra crepe, ostruzioni, deviazioni e collegamenti con altre canne. Da qui si decide se basta una pulizia, se serve un intubamento o se conviene una canna nuova.

Intubamento: la soluzione più comune
Quando la vecchia canna in muratura è integra come struttura ma non è più adatta, si può inserire al suo interno un condotto in acciaio inox dimensionato per il nuovo generatore. È un intervento poco invasivo, perché sfrutta il percorso esistente senza aprire facciate. Ne parliamo nel dettaglio nell'articolo sull'intubamento della canna fumaria. Va comunque verificato che la sezione residua sia sufficiente e che la canna non sia condivisa con altri.
Canna esterna in cortile
Se la canna interna non esiste più o non è recuperabile, si può valutare una canna inox esterna, di solito sul lato cortile. Nei palazzi storici questo passaggio è delicato: entrano in gioco il regolamento condominiale, l'aspetto della facciata, le distanze dalle finestre dei vicini e i regolamenti edilizi comunali. In alcuni casi possono esserci vincoli di tutela sull'edificio. Prima di qualsiasi lavoro serve il confronto con l'amministratore e, quando necessario, con un tecnico che verifichi le autorizzazioni. Trovi altri aspetti pratici in canna fumaria esterna in condominio.
Il comignolo sul tetto
Nei vecchi stabili i comignoli sono spesso raggruppati, intonacati e circondati da abbaini, terrazzi e torrini aggiunti negli anni. Un comignolo troppo basso o sovrastato da un ostacolo vicino può creare problemi di tiraggio e di ricaduta dei fumi. Raggiungerlo richiede accesso al tetto in sicurezza, con linee vita o altri sistemi di protezione: non è un lavoro da improvvisare.
Cosa chiedere prima di installare una stufa
- La canna è mia, condominiale o condivisa con altri?
- È mai stata ispezionata? Esiste documentazione?
- Il regolamento di condominio pone limiti a stufe, camini o canne esterne?
- Il generatore che voglio installare è compatibile con la canna e con le regole regionali sui generatori a biomassa?
Noi lavoriamo a Milano dal 1998 e abbiamo visto canne di ogni epoca: se hai dubbi su uno stabile storico, la pagina sugli spazzacamini a Milano spiega come organizziamo i sopralluoghi.
Domande frequenti
Posso riusare la vecchia canna in mattoni per una stufa a pellet?
Raramente così com'è. Le stufe a pellet lavorano con fumi in leggera pressione e richiedono un condotto a tenuta: di solito si intuba la vecchia canna con un tubo inox adatto, dopo una videoispezione.
Serve il permesso del condominio per una canna esterna in cortile?
In genere sì, perché la canna tocca parti comuni e la facciata. Le regole precise dipendono dal regolamento condominiale e da quelli comunali: verifica con l'amministratore e con un tecnico prima di procedere.
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