Camino aperto: atmosfera, poca resa
È il camino classico, con il focolare a vista e nessuna chiusura. Funziona bene per l'atmosfera, molto meno per scaldare: buona parte del calore sale con i fumi e il camino aspira dalla stanza anche aria già riscaldata. In pratica, in una giornata fredda può persino raffreddare il resto della casa.
Consuma tanta legna, sporca la canna velocemente perché la combustione è poco controllata e produce più fumo e polveri. Nelle villette dell'hinterland milanese è ancora molto diffuso, spesso usato solo nei weekend.
Camino chiuso: l'inserto con il vetro
Il camino chiuso ha un focolare in ghisa o acciaio con un'anta in vetro ceramico e regolazioni dell'aria. Si può avere da nuovo o trasformando un camino aperto con un inserto. Rispetto al camino aperto:
- la combustione è controllata, quindi la legna dura di più;
- il calore resta in casa e si diffonde per irraggiamento e, in molti modelli, per convezione;
- il fumo in casa è quasi un ricordo, perché la camera è chiusa;
- la canna si sporca meno, a patto di bruciare legna secca e non tenere sempre l'aria al minimo.
Attenzione: un inserto ha esigenze di tiraggio e di sezione della canna diverse da quelle del vecchio camino. Spesso conviene intubare la canna esistente con un condotto in acciaio adatto.

Termocamino: scalda anche l'acqua
Il termocamino ha uno scambiatore che porta il calore all'impianto di riscaldamento (radiatori o pavimento) e talvolta all'acqua sanitaria. È la soluzione più efficiente se il camino è il cuore del riscaldamento di casa, ma è anche la più impegnativa.
Essendo collegato all'impianto idraulico, va installato da un tecnico abilitato con dichiarazione di conformità secondo il DM 37/2008, ha bisogno di dispositivi di sicurezza e di una manutenzione regolare sia della parte fumi sia della parte idraulica. In Lombardia, a seconda della potenza e della configurazione, può rientrare tra gli impianti da registrare nel CURIT: verifica con il tuo installatore.
Il confronto in breve
| Camino aperto | Camino chiuso | Termocamino | |
|---|---|---|---|
| Resa termica | Bassa | Buona | Alta |
| Consumo di legna | Alto | Medio | Medio |
| Fumo in casa | Possibile | Raro | Raro |
| Complessità impianto | Bassa | Media | Alta |
| Manutenzione | Canna e focolare | Canna, vetro, guarnizioni | Canna, scambiatore, parte idraulica |
Classificazione a stelle e regole locali
Camini chiusi e termocamini nuovi sono classificati secondo il DM 186/2017, la certificazione ambientale a stelle dei generatori a biomassa. In Lombardia l'uso dei generatori meno performanti può essere limitato in certi periodi e zone: prima di scegliere, controlla le regole in vigore nel tuo Comune. Il camino aperto tradizionale, in genere, è quello che ha più restrizioni.
La manutenzione non cambia: la canna va pulita
Qualunque sia la scelta, la canna fumaria va controllata e pulita con regolarità secondo la UNI 10847. Cambia la velocità con cui si sporca, non il bisogno di farlo. Se passi da un camino aperto a un inserto, è il momento giusto per una pulizia completa e una verifica dello stato della canna, magari con videoispezione. Per la frequenza, vedi ogni quanto pulire la canna fumaria.
Domande frequenti
Posso trasformare il mio camino aperto in un camino chiuso?
Sì, con un inserto da incasso si fa spesso senza demolire tutto. Va però verificata la canna: sezione, stato e tenuta devono essere adatti al nuovo generatore, e in molti casi conviene intubarla.
Il termocamino può sostituire la caldaia?
In alcune case sì, ma di solito lavora insieme alla caldaia o a un altro generatore, perché va alimentato a mano. La scelta dipende da dimensioni della casa, impianto e abitudini di utilizzo.
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